It would be awesome if our bees were breaking honey production records, or quality records, or other such positive and exciting things that the title may have led you to believe...but alas, the bee record that i broke last week was the "most stings recorded in a single attack".
That's the kind of record I'm not so anxious to break again!
It was my first time out to actually actively help with the bees. Both Gab and i were fully suited and booted -- full body suit, mask tucked in, gloves, boots, the works. We were aiming to catch a really big swarm that had got away that morning and was settling into a high branch on a cherry tree.
We didn't want to cut the branch off, because it is a major part of the cherry's production. But it was too high to just grab and pull down. So we improvised...Gab had me hold the hive on top of my head, and he climbed up the tree to shake the swarm off the branch and into the hive...yes, the one on top of my head. Gosh, that really does sound stupid, now that its all written out in black and white, doesn't it? But at the time it made perfect sense. Swarms are docile when they are swarming, and Gab had done may similar such manoeuvers with other swarms.
Only thing is, he wasn't perfectly aligned when he shook the branch...and the swarm MISSED the hive and went THUMP all the way to the ground right beside me. And swarming or not, no bee is docile when its been thumped to the ground like that! Let alone about 10.000 bees thumped to the ground all at once.
I got 23 stings that made it through all the protections, and the suit was full of stingers that didn't make it through, more than a hundred stingers in the suit all over. Actually, i was most surprised at the fact that the stings don't really hurt that much -- maybe because they were through the suit, and therefore not as much venom got through. The worst was the itch two days later!
Anyway, its all good -- bee venom is very good for you...in small doses!! And Gab caught the swarm the next day all by himself, using a ladder to hold the hive instead of his wife's head. Much safer that way!
We're well into summer now, so lots is happening and there's no time to write about it, but in the next few days i'm planning to write a number of smaller posts trying to catch up on everything overall...thanks to Kaitlyn for the nagging, otherwise i'd just get carried away in the day to day and forget completely to blog it!
A diary of our experience as we start to build our self sufficient lifestyle. From city slicker to hillbilly in how many (easy?!) steps...that's the journey I want to record and share in this blog.
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Thursday, July 5, 2012
Tuesday, March 20, 2012
Apicoltura - il telaio trappola
Oggi scriverò del telaio indicatore trappola a 3 settori (TIT3), il sistema di lotta biomeccanico all'acaro Varroa Destructor.
Questo sistema, ideato da Michele Campero, è anche noto come Metodo Campero ed è un sistema di lotta basato sulla manipolazione dei favi. Nasce dall'osservazione del ciclo riproduttivo dell'acaro, il quale preferisce per la propria covata le celle da fuco, le api maschio, nelle quali si riproduce al tasso di 1,7, contro l'1,1 nelle celle femminili. I fuchi hanno una importanza relativa, tanto che parecchi apicoltori hanno l'abitudine di distruggere le cellette maschili, visibili in quanto sporgenti o comunque più grandi. Si riteneva che la presenza di fuchi fosse addirittura dannosa, in quanto si credeva mangiassero miele a sbafo e servissero solo per la fecondazione della regina. Questa opinione s'era diffusa perchè le api operaie a fine estate cacciano i maschi, inutili in inverno, che all'esterno muoiono di fame e/o di freddo. In realtà s'è poi scoperto che i fuchi rivestono un loro ruolo tutto sommato non secondario, in una società di femmine: infatti partecipano alla regolazione termica dell'arnia, oltre che alla difesa da intrusi all'interno. Ecco perchè io non li distruggevo, oltre a una sorta di solidarietà maschile, la stessa che mi impedisce di castrare un animale se posso evitarlo. Mi viene da pensare ai miei testicoli e subito in faccia mi si dipinge una involontaria smorfia di dolore. Un maschio castrato, biologicamente, è quanto di più inutile possa immaginare.
Ma torniamo al metodo Campero: per intrappolare le varroe nelle celle maschili si introduce un telaio senza foglio cereo, in cui le api costruiranno favi naturali. Siccome nell'arnia i fogli sono tutti montati e con dimensioni femminili, negli spazi liberi tra covata e provviste le api costruiscono favi da covata maschile. Ecco che si inserisce dunque un telaino libero tra l'ultimo telaio di covata e il primo di provviste, e questo telaio sarà diviso in tre parti uguali, verticalmente. Questo perchè si rimuoverà un settore a settimana, in modo che dopo tre visite avremo un favetto naturale di 3 settimane (opercolato), un favetto poco più piccolo di 2, con larve deposte, ed uno di una sola settimana, in costruzione. Nel favo di 3 settimane le celle saranno opercolate e quindi saranno piene di larve di fuco e di varroa. Questo favetto, alla visita settimanale che compio il giovedì (ribattezzato Apedì), viene dato in pasto ai merli o alle galline, oppure portato al chiuso e analizzato con calma per contare le Varroe. Questa operazione viene eseguita fin tanto che c'è covata maschile in allevamento e non prevede alcun pesticida o repellente aggiuntivo. La sua efficacia è tra il 50 e il 90% di abbattimento, pari a un trattamento acaricida.
Esistono diverse versioni del TIT3, un tipo è anche disponibile in vendita, la mia l'ho sviluppata cercando di compendiare pregi e difetti dei modelli visti su internet e sui libri. Ne ho costruiti una ventina, per me, per Davide e per Berto. Al costo di €5,60 l'uno è un modo redditizio di passare mezza giornata.
Ecco Marco che regge una delle mie creature appena consegnata.
Marco è il genero e l'instancabile e fedele aiutante di Berto, visibile in lontananza a destra nella foto, mentre opera, al solito, senza guanti nè maschera. E' lui, Berto, l'anziano apicoltore che spesso nomino nei miei post di apicoltura ed è doveroso citarlo con rispetto e ammirazione, perchè mi sta aiutando non poco, anche con il frutteto e con le capre, era capraio già da bambino. Ho parlato con lui del TIT3 che non aveva mai usato e abbiamo deciso di metterlo alla prova. Lui sta trattando 5 arnie con questo metodo, una delle quali ospita un aggressivissimo ma molto produttivo ceppo carnico.
Installati i telai, tutto sta procedendo bene e le api stanno costuendo i favetti e le celle con le provviste. La mia versione del telaio TIT3 prevede in alto una sezione trasversale di foglio cereo (1/3) dove le api potranno metterci provviste, mentre i 2/3 sottostanti, a loro volta divisi in 3 verticalmente, sono lo spazio per i favi a covata maschile. La modifica principale che ho apportato all'idea di Campero sta proprio nel pezzo con le provviste, visto che l'originale prevede solo il telaio diviso in 3 per i favi o con uno spazio chiuso in alto, e svariati apicoltori lamentano l'eccessivo indebolimento delle famiglie se si opera in quel modo. La rimozione parziale del favo, volendo lasciare le provviste, è difficoltosa e imbratta l'apiario di miele, mettendolo a rischio di saccheggio. Lasciando invece alle apette lo spazio per le provviste, contemporaneamente riducendo lo spazio per i favetti, spero e credo di risolvere i problemi di indebolimento e imbrattamento.
Altra funzione del TIT3 è di indicatore: se in stagione di raccolto i favi non vengono costruiti è sintomo di preparazione alla sciamatura, in questo caso la famiglia andrà tenuta sotto controllo e gli occhi e orecchie ben aperti (secondo i protocolli FBL e DLR, Fà Balà L'occ e Derf Le Rice) perchè a giorni potrebbero esserci sciami liberi appesi a qualche pianta nei paraggi.
Ma veniamo al mio apiario: togliendo telaini di covata e provviste per installare il TIT3 io e Berto ci siamo ritrovati con una occasione troppo ghiotta per lasciarcela sfuggire: vista l'eccezionalità della stagione, calda e secca, abbiamo in via del tutto sperimentale, dato che siamo in anticipo di almeno un mese, deciso di infilare i telaini asportati in altrettante cassette da nucleo, con favi pieni di provviste e una manciata di api nutrici. Un rischio grosso, visto che in teoria potremmo perderle tutte quante per il freddo, ma il tempo ci sta dando ragione e, toccando ferro, dieci giorni dopo tutti e 5 i nuovi nuclei si stanno muovendo bene. Sono deboli, ma c'è importazione di polline e allevamento di celle reali. Se continua così (ritocca ferro) ci potremmo ritrovare con 5 nuclei inattesi aggratis. A 130 euro l'uno, prezzo corrente, mica male.
Una foto del mio apiario mentre scarico, dall'Ape, i nuclei di api.
Intanto ho trovato altre 4 arnie d'occasione che ho già portato sul sito, dovrò pulirle e sterilizzarle per bene. Ad ora sono a quota 12.
Finita la fioritura del salice, del nocciolo, dei frassini e dell'albarell sono partite le fruttifere: mandorlo e prunus selvatico sono in fiore, pesco e albicocco pure, ciliegi, prugni e susini sono pronti, manca forse una settimana. Queste fioriture, come l'altra loro simultanea, l'erica, sono molto importanti perchè sono i primi nettari dell'anno presenti in una certa abbondanza, fondamentali non per la produzione del miele da consumo (purtroppo, perchè è squisito) ma per il miele che le api usano per allevare la covata nuova. Pappa per infanti, insomma, roba importante.
Altri aggiornamenti non ne ho e per quest'oggi basta così, saluto tutti e colgo ancora l'opportunità per ringraziare Giove Pluvio, che ha deciso di andarsene in ferie proprio ora. Va bene così, niente gelo né maltempo. Continua a rincorrere le ninfe per altri 10 giorni e poi fai piovere quanto ti pare in aprile. Magari solo la notte, eh, grande vecchio? Grazie.
Questo sistema, ideato da Michele Campero, è anche noto come Metodo Campero ed è un sistema di lotta basato sulla manipolazione dei favi. Nasce dall'osservazione del ciclo riproduttivo dell'acaro, il quale preferisce per la propria covata le celle da fuco, le api maschio, nelle quali si riproduce al tasso di 1,7, contro l'1,1 nelle celle femminili. I fuchi hanno una importanza relativa, tanto che parecchi apicoltori hanno l'abitudine di distruggere le cellette maschili, visibili in quanto sporgenti o comunque più grandi. Si riteneva che la presenza di fuchi fosse addirittura dannosa, in quanto si credeva mangiassero miele a sbafo e servissero solo per la fecondazione della regina. Questa opinione s'era diffusa perchè le api operaie a fine estate cacciano i maschi, inutili in inverno, che all'esterno muoiono di fame e/o di freddo. In realtà s'è poi scoperto che i fuchi rivestono un loro ruolo tutto sommato non secondario, in una società di femmine: infatti partecipano alla regolazione termica dell'arnia, oltre che alla difesa da intrusi all'interno. Ecco perchè io non li distruggevo, oltre a una sorta di solidarietà maschile, la stessa che mi impedisce di castrare un animale se posso evitarlo. Mi viene da pensare ai miei testicoli e subito in faccia mi si dipinge una involontaria smorfia di dolore. Un maschio castrato, biologicamente, è quanto di più inutile possa immaginare.
Ma torniamo al metodo Campero: per intrappolare le varroe nelle celle maschili si introduce un telaio senza foglio cereo, in cui le api costruiranno favi naturali. Siccome nell'arnia i fogli sono tutti montati e con dimensioni femminili, negli spazi liberi tra covata e provviste le api costruiscono favi da covata maschile. Ecco che si inserisce dunque un telaino libero tra l'ultimo telaio di covata e il primo di provviste, e questo telaio sarà diviso in tre parti uguali, verticalmente. Questo perchè si rimuoverà un settore a settimana, in modo che dopo tre visite avremo un favetto naturale di 3 settimane (opercolato), un favetto poco più piccolo di 2, con larve deposte, ed uno di una sola settimana, in costruzione. Nel favo di 3 settimane le celle saranno opercolate e quindi saranno piene di larve di fuco e di varroa. Questo favetto, alla visita settimanale che compio il giovedì (ribattezzato Apedì), viene dato in pasto ai merli o alle galline, oppure portato al chiuso e analizzato con calma per contare le Varroe. Questa operazione viene eseguita fin tanto che c'è covata maschile in allevamento e non prevede alcun pesticida o repellente aggiuntivo. La sua efficacia è tra il 50 e il 90% di abbattimento, pari a un trattamento acaricida.
Esistono diverse versioni del TIT3, un tipo è anche disponibile in vendita, la mia l'ho sviluppata cercando di compendiare pregi e difetti dei modelli visti su internet e sui libri. Ne ho costruiti una ventina, per me, per Davide e per Berto. Al costo di €5,60 l'uno è un modo redditizio di passare mezza giornata.
| El Marco |
Ecco Marco che regge una delle mie creature appena consegnata.
Marco è il genero e l'instancabile e fedele aiutante di Berto, visibile in lontananza a destra nella foto, mentre opera, al solito, senza guanti nè maschera. E' lui, Berto, l'anziano apicoltore che spesso nomino nei miei post di apicoltura ed è doveroso citarlo con rispetto e ammirazione, perchè mi sta aiutando non poco, anche con il frutteto e con le capre, era capraio già da bambino. Ho parlato con lui del TIT3 che non aveva mai usato e abbiamo deciso di metterlo alla prova. Lui sta trattando 5 arnie con questo metodo, una delle quali ospita un aggressivissimo ma molto produttivo ceppo carnico.
| El Berto |
Berto fuori dal suo deposito apistico e sotto alcune foto del suo apiario, sistemato nel suo (notevole) frutteto a conduzione biologica, un'oasi circondata da boschi su un declivio esposto a sud, appena fuori Sabbio Sopra.
Posto perfetto. Seguono alcune foto del suo apiario.| I sàm del Berto |
Installati i telai, tutto sta procedendo bene e le api stanno costuendo i favetti e le celle con le provviste. La mia versione del telaio TIT3 prevede in alto una sezione trasversale di foglio cereo (1/3) dove le api potranno metterci provviste, mentre i 2/3 sottostanti, a loro volta divisi in 3 verticalmente, sono lo spazio per i favi a covata maschile. La modifica principale che ho apportato all'idea di Campero sta proprio nel pezzo con le provviste, visto che l'originale prevede solo il telaio diviso in 3 per i favi o con uno spazio chiuso in alto, e svariati apicoltori lamentano l'eccessivo indebolimento delle famiglie se si opera in quel modo. La rimozione parziale del favo, volendo lasciare le provviste, è difficoltosa e imbratta l'apiario di miele, mettendolo a rischio di saccheggio. Lasciando invece alle apette lo spazio per le provviste, contemporaneamente riducendo lo spazio per i favetti, spero e credo di risolvere i problemi di indebolimento e imbrattamento.
Altra funzione del TIT3 è di indicatore: se in stagione di raccolto i favi non vengono costruiti è sintomo di preparazione alla sciamatura, in questo caso la famiglia andrà tenuta sotto controllo e gli occhi e orecchie ben aperti (secondo i protocolli FBL e DLR, Fà Balà L'occ e Derf Le Rice) perchè a giorni potrebbero esserci sciami liberi appesi a qualche pianta nei paraggi.
Ma veniamo al mio apiario: togliendo telaini di covata e provviste per installare il TIT3 io e Berto ci siamo ritrovati con una occasione troppo ghiotta per lasciarcela sfuggire: vista l'eccezionalità della stagione, calda e secca, abbiamo in via del tutto sperimentale, dato che siamo in anticipo di almeno un mese, deciso di infilare i telaini asportati in altrettante cassette da nucleo, con favi pieni di provviste e una manciata di api nutrici. Un rischio grosso, visto che in teoria potremmo perderle tutte quante per il freddo, ma il tempo ci sta dando ragione e, toccando ferro, dieci giorni dopo tutti e 5 i nuovi nuclei si stanno muovendo bene. Sono deboli, ma c'è importazione di polline e allevamento di celle reali. Se continua così (ritocca ferro) ci potremmo ritrovare con 5 nuclei inattesi aggratis. A 130 euro l'uno, prezzo corrente, mica male.
Una foto del mio apiario mentre scarico, dall'Ape, i nuclei di api.
Intanto ho trovato altre 4 arnie d'occasione che ho già portato sul sito, dovrò pulirle e sterilizzarle per bene. Ad ora sono a quota 12.
Finita la fioritura del salice, del nocciolo, dei frassini e dell'albarell sono partite le fruttifere: mandorlo e prunus selvatico sono in fiore, pesco e albicocco pure, ciliegi, prugni e susini sono pronti, manca forse una settimana. Queste fioriture, come l'altra loro simultanea, l'erica, sono molto importanti perchè sono i primi nettari dell'anno presenti in una certa abbondanza, fondamentali non per la produzione del miele da consumo (purtroppo, perchè è squisito) ma per il miele che le api usano per allevare la covata nuova. Pappa per infanti, insomma, roba importante.
Altri aggiornamenti non ne ho e per quest'oggi basta così, saluto tutti e colgo ancora l'opportunità per ringraziare Giove Pluvio, che ha deciso di andarsene in ferie proprio ora. Va bene così, niente gelo né maltempo. Continua a rincorrere le ninfe per altri 10 giorni e poi fai piovere quanto ti pare in aprile. Magari solo la notte, eh, grande vecchio? Grazie.
Saturday, February 25, 2012
Apicoltura - annata apistica 2012
Inizia l'annata 2012!
| Primula vulgaris |
Il grosso gattice nel bosco, un imponente salice dei cui fiori cui le api sono ghiottissime e che in fioritura fa ronzare l'intero circondario come ci fosse un elicottero tra gli alberi, ha le gemme pronte a scoppiare in un milione di gattini gialli dolci e profumati. Mancheranno 4 o 5 giorni all'esplosione. Eccolo fotografato intero e in dettaglio, l'ho liberato dai rovi e dalla clematis che lo stritolavano, quest'anno sarà ancora più spettacolare.
| Gattice (Salix Caprea) |
| Gemme gattice |
Sono spuntati anche i bucaneve e poi gli altri fiori di febbraio, qualche fragolina, i noccioli sono carichi di polline e i crocus, che già s'erano fatti vedere a gennaio, sono rinati da sotto la neve.
| Elleboro - Helleborus foetidus |
| Nocciolo - Corylus avellana |
| Zafferano alpino - Crocus |
| Api al lavoro, 25 febbraio 2012. |
Questo video l'ho girato tre settimane fa sotto la "gran" nevicata:
Si vedono bene tutto l'apiario e i terreni circostanti.
Nei giorni seguenti ho aggiunto un pezzo ulteriore rivolto a sud e vi ho appoggiato sopra la arnie di cui dispongo al momento per vedere un po' l'effetto che fa:
| Apiario visto da sudovest |
| Vista da nordest |
| . |
| Vista da est |
| Cora la gatta Vs arnia IV |
Sto approntando i telaini trappola (metodo Campero Tit3) per la lotta biologica alla varroa, lo schifosissimo acaro che sta decimando le api di tutto il mondo. Purtroppo, a causa sua, non esistono praticamente più sciami selvatici di Apis mellifera, le api domestiche sopravvivono ormai solo se protette dall'apicoltore. Gli acaricidi hanno dato ottimi risultati i primi anni, ma poi si sono sviluppati ceppi resistenti ai farmaci (ma va?!) inoltre, si è temuto per la contaminazione del miele con i trattamenti, tanto che non è possibile trattare con i melari apposti. E i controlli chi li fa? C'è poco da stare allegri. Lo scorso anno ho deciso di intervenire con un approccio "soft" ed ho usato solo un repellente naturale a base di timolo, che devo ammettere ha funzionato bene, dalle 20-30 varroe cadute (schifosissime) al giorno del primo ciclo sono arrivato a zero al quinto. Ho trattato per tutto il mese di settembre, a melari svuotati.
Quest'anno sarò, se possibile, ancora più pulito: niente repellenti e niente acaricidi, a maggior ragione. Le varroe (schifosissime) le eliminerò dopo averle intrappolate nel telaio trappola. Risparmio i dettagli che entrano un po' troppo nello specifico, dico solo che il funzionamento del sistema si basa sulla rimozione manuale della covata maschile parassitata, quindi è una semplice manipolazione selettiva ed esclude prodotti farmaceutici, naturali o di sintesi che siano. Se sarà sufficiente ancora non posso saperlo, la letteratura specifica dice di sì, il bello è che il sistema si mette in atto durante la raccolta del miele (o meglio durante la deposizione di covata maschile) quindi, se una volta smielato ci saranno colonie infestate malamente, il tempo di intervenire col repellente c'è tutto. Spero di non averne bisogno, anche per il costo non indifferente, pari a quasi 3kg di miele per arnia.
Aggiornerò con tutte le novità in corso d'annata, quando arriveranno i nuovi nuclei, se ne formerò degli altri, se ne prenderò, eccetera.
Sul Forum di Agraria (click) potete leggere la discussione sulla mia primissima annata apistica, da zero ad oggi.
Ricordatevi che lo zucchero fa malissimo.
E il miele invece fa benissimo.
E senza api siamo tutti spacciati.
Basta consumare 2 cucchiai di miele al giorno per ottenerne beneficio.
E poi non venite a dirmi che non ve l'avevo detto.
G.
Tuesday, May 10, 2011
Swarm, Swarm, Super Swarm
Having bees is an extraordinary thing. Novels, poetry, music has been written about it, and with good reason -- it is a beauty, alien and strange, dangerous and scary, essential and productive, intelligent and powerful. Pure nature, and so beyond our power and control that it is impossible to contemplate them without enormous respect, a respect that spills over into a respect for all living things.
Beekeeping teaches a fundamental truth: nature ought not be forced. The role of the beekeeper is to provide an environment for the bees where they want to stay and do their business. There is a partnership between bee and beekeeper, the beekeeper coaxes and manipulates and teases the circumstances so that bees do what comes naturally in the context of what the beekeeper wants -- its like farming Aikido -- the Zen of Bees. Provide the ideal circumstances for nature to take place, and it will. And that goes for all types of farming, with bees its just more immediate and more obvious.So anyway, our bees are cool. Did I say that already?
On Saturday Gab and Davide were taking care of Davide's bees down in Sabbio, when they found a swarm -- When a bee colony gets too numerous, they allow another queen to mature, and then half the colony flies away with the new queen to create a new nest, thus a swarm. They caught the swarm and stored it in a box waiting for a new hive, then came up to our farm to do some checks on our bees. they found ANOTHER swarm!
When bees swarm, they are actually incredibly docile. Without a nest, the bees protect their queen with their bodies, so the mass of bees you see hanging from the trees is just that -- a mass of bees, one on top of the other -- there are no structural elements in that lump, no wax or other branches, just bees. And they let you touch them. It is the most incredible feeling -- they vibrate like crazy, its like putting your hand just over a live electrical wire, it almost itches. To catch the swarm, you actually reach out and pull the mass of bees into a special box. Many of them will, of course, fly away. But if you get the queen into the box, then eventually all the other bees will find her and settle into the box themselves. Takes a few hours of confused bees flying all over, but eventually they settle into their new home.Video of Gab catching the swarm
So Gab caught the new swarm, and then checked out the original hives. Sure enough, one was quite weak because it had been divided for the swarm. That means no honey from that hive or the new one for this year. Rather than lose the honey production, he made Super Swarm. Not a scary attack of the killer bees sky dark with insects super swarm...in this case a super swarm is a means of re-uniting the separated colony, and making one strong colony from two weak ones.
video of the swarm flying around looking for the queen in the box:
The new swarm is put in the "super", which is the top section of the hive where they make the honey. The Queen is kept out of the super (the doors that connect them are too small for the queen to pass), so the honey there is free of larvae and other debris of bee life, and is just pure honey. So, the new swarm is put in the super with 4 sheets of newspaper covering the doors between the super and the hive. This way, for the first few days, no bee passes from one to the other. During those days, they get used to each other's smell and proximity, and they chew through the paper. By the time they are through the paper, they are thinking of each other as family again, and will mingle happily...all except for the queen in the super. And only one of the two queens can survive. We'll cross that bridge when we come to it, whether we separate her from the bees and take her off, or whether we let the bees take care of it and choose which one survives, we'll have to see. Gab has been asking beekeepers on the forums what is the best approach.
And so by the end of the week, we should have a single strong honey producing family rather than two weak ones.
In the process of maintaining the hives, we also scraped down our first little bits of honey. O.M.G. I have never tasted honey so delicious. No, really. I was totally surprised because we always buy local honey from the die hard beekeepers, so I didn't really expect a quality difference. But holy smokes, was there ever. Maybe its because they are feeding all on wildflowers and we have ALOT of acacia in flower at the moment, or maybe its just because its MINE and the difference is all my head. But no matter the reason, our honey super duper ROCKS.
In the process of maintaining the hives, we also scraped down our first little bits of honey. O.M.G. I have never tasted honey so delicious. No, really. I was totally surprised because we always buy local honey from the die hard beekeepers, so I didn't really expect a quality difference. But holy smokes, was there ever. Maybe its because they are feeding all on wildflowers and we have ALOT of acacia in flower at the moment, or maybe its just because its MINE and the difference is all my head. But no matter the reason, our honey super duper ROCKS.
Wednesday, May 4, 2011
HATCHED!!
WE HAVE CHICKS!!! AND THEY ARE SOOOOOO CUTE!!!
On friday, all the eggs in the incubator started hatching! On saturday, the geese and one dwarf chicken egg under the broody hen hatched! How exciting!!! In spite of a power outage on the incubator for a few hours, we still got about 50% hatch rate, which is great for the first time! 22 little chicks and They are Soooooo Cute! Here is a video of the valdarno chicks just hours old (under their heat lamp now)...
And here is a video of the two geese that hatched (the third didn't make it) and Chinesina's little survivor egg...he is just absolutely adorable. Nina's called him "nemo" 'cause he's the lone survivor of a predator attack that took his mom...he's got special dispensation, and won't be destined for the pot any time soon!
The bees arrived too! 5 hives and millions of bees -- Gab kitted up in the beekeepers suit and took 5 colonies of bees and transplanted them from styrofoam boxes into their actual hives, and MAN were they pissed! But the beekeepers suit worked, and he didn't get a single sting!
About the same time as the turkeys were dying, we forgot to close the broody house here in salo one night and a weasel got in and killed one of the broody hens. Nina woke to the ruckus and came to wake us up, and we ran outside and scared him away before he could get them both and the eggs too. We lost the Chinesina, but saved her wee little eggie.
And then, while all this is happening, where is the damn cat? She up and disappeared. After a week we started to worry it was more than spring wanderings. Signs up all over the village, but our Calli has disappeared...maybe she's found a nice quiet family that feeds her tuna once a day and is living it large...i hope so!
But back on a good note, we had our first party! Gramma and Grampa are here from Canada, and we had a picnic on easter monday up at the farm, and it was the best party ever! Gab built a barbecue out of old pallets and some roofing tiles...who needs to spend hundreds of bucks on a barbecue, humph, not us! Loads of people came, and we all had a beautiful day, loads of food and a great easter egg hunt.
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